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APR
24

AIKIDO: Eccezionale stage con il M° Tsuruzo Miyamoto, 7° Dan Aikikai.

Giovedì 24 aprile 2014 , il m° Davide Revel e il 1° dan Roberto Agù, hanno partecipato, presso la palestra "Ken Yu Shin" di Torino, allo stage condotto da Tsuruzo Miyamoto Sensei, 7°dan Aikikai di Tokio, Hombu Dojo Shihan (istruttore di livello massimo), per la prima volta in Italia.
L' Hombu Dojo di Tokyo è la sede centrale dell'Aikikai, la principale organizzazione per lo sviluppo e diffusione dell'Aikido in tutto il mondo (www.aikikai.or.jp/eng/). Nell' Hombu Dojo al fondatore Morihei Ueshiba è subentrato, secondo la tradizione giapponese, prima il figlio Kisshomaru Ueshiba e, attualmente, il nipote Moriteru Ueshiba,.
Tsuruzo Miyamoto è allievo diretto di Kisshomaru Ueshiba.

La palestra, com'era prevedibile, visto l'appuntamento eccezionale, era talmente affollata da cinture nere, che è stato difficile muoversi.
Dopo circa venti minuti di riscaldamento e stretching, il maestro Miyamoto ha proseguito la lezione per un'ora e mezza, alternando tecniche con posture a terra e in piedi.
Il lavoro a terra pur essendo più faticoso (soprattutto per le ginocchia), ha richiesto meno spazio, e visto l'affollamento è risultato molto utile, dal momento che stando in piedi,era difficile, proiettare con sicurezza.

Le tecniche svolte sono state tutte di base, niente di particolarmente complesso. Il maestro Miyamoto, tuttavia, le ha eseguite scegliendo in successione le persone che aveva di fronte come uke. In questo modo, ha permesso a tutti di provarle direttamente con lui.

Ha dimostrato ogni tecnica tre o quattro volte ad attaccante e con almeno dieci persone diverse. Non le ha mai eseguite allo stesso modo, ma le ha adattate a ciascun attacco o a ciascuno squilibrio eseguendo sempre variazioni. Ha accentuato molto l'uso dello squilibrio sbilanciando il più possibile l'attaccante, ed a seconda della postura reciproca che ne derivava, eseguiva la proiezione o l'immobilizzazione, cambiando talvolta addirittura tecnica.
Quindi, pur essendo tecniche di base, non è stato facile applicarle negli esercizi, dal momento che il maestro Miyamoto non le ha mai eseguite esattamente allo stesso modo, per due volte di seguito.

Tutti hanno comunque apprezzato il suo uso della scioltezza e rilassatezza al posto della forza fisica. Non per niente ha insistito sul lavoro interno della colonna vertebrale e delle anche, centrato sul Ki, a scapito dell'uso troppo spesso prevalente, di braccia e gambe. I suoi spostamenti sono stati un esempio perfetto di centratura, equilibrio dinamico e radicamento al suolo.

Miyamoto Sensei ha condotto lo stage sempre rilassato, con il sorriso sulle labbra, adattandosi ad ognuno, anche alle poche cinture di colore presenti.
Una esperienza sicuramente costruttiva, ha concluso il maestro Davide Revel, sulla quale lavorare per non fermarsi mai solo alla tecnica, ma 'sentire' sempre un passo avanti rispetto a quello che si sta eseguendo.

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