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JUDO: Stage con il M° Yamamoto 9° dan Kodokan

Venerdì 15 marzo, a Lerici in Liguria, si è svolto uno stage di judo condotto dal maestro Shiro Yamamoto, 9°dan Kodokan. Dopo il saluto iniziale, il maestro ha parlato del judo, sottolineando che praticarlo, non significa solo imparare a combattere, ma è, soprattutto, un'occasione per entrare in contatto con gli altri. È un percorso, durante il quale miglioriamo noi stessi e gli altri. La vittoria in combattimento, ha aggiunto, rappresenta solo una piccola parte della pratica, e non deve essere motivo di vanto. Non identifica, in assoluto, il livello di conoscenza dell'arte marziale. Secondo il maestro Yamamoto ognuno di noi ha due tendenze dentro di sé, "due cuori": uno ad andare avanti, ed uno ad arrendersi di fronte alle difficoltà. È necessario tenere queste due tendenze in equilibrio e ricordare che il judo non si può imparare rapidamente, ma solo affrontando, poco per volta, le difficoltà che sono presenti in abbondanza. Dopotutto, se fosse facile da imparare, ha detto, non sarebbe più divertente, perché, diventando ognuno bravissimo in fretta, non avrebbe più la soddisfazione di conseguire, superando i propri limiti, anche il minimo miglioramento.
Terminato questo discorso, è iniziata la parte tecnica, prima i vari tipi di ukemi, poi con okuri hasi barai, harai tsuri komi ashi, ashi guruma. Anche in queste tecniche di proiezione, basate prettamente sulle gambe, il maestro ha sottolineato l'importanza dello squilibrio con le braccia.
Durante tutta la lezione il maestro Yamamoto ha seguito e corretto con estrema attenzione ciascun praticante, invitando quelli che eseguivano correttamente l'esercizio, a dimostrarlo agli altri, proprio nell'ottica della pratica comune che arricchisce tutti.
Infatti, più volte durante la lezione, il maestro ha ribadito l'importanza di guardare l'esecuzione delle tecniche di altre persone, soprattutto dei migliori, per affinare la propria pratica e aumentare la propria conoscenza.
E' stato un grande stage, nel quale, più che accentuare l'aspetto puramente tecnico, che comunque c'è stato nella pratica di cadute e tecniche, il maestro Yamamoto ha voluto sottolineare il lato etico ed umano dell'arte marziale.
Come a dire che la tecnica è poca cosa da imparare rispetto alle difficoltà di migliorare sé stessi e gli altri.
Aspettiamo con ansia di poterlo rincontrare presto.
Michele, 14 anni, cintura gialla.

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